Negli ultimi 12 mesi l’Italia ha dimostrato una crescita economica lenta ma progressiva. Così dopo un periodo in cui le stime e i dati erano tutti in fase di ribasso, questo è un buon momento per tornare a investire. Scopriamo come, nel corso di questo articolo. I risparmiatori nel nostro Paese si chiedono costantemente dove investire e come farlo al meglio nel corso di questo 2017. E’ vero, sono stati superati anni estremamente difficili e complessi, tra crisi economica, è una fase di calma piatta che ha condizionato i settori di investimento in Italia così come nel resto dell’Eurozona. Tuttavia, al fine di ottenere un buon investimento significativo, c’è la necessità di sfruttare al meglio il tempo utile per muoversi. Farlo troppo presto, così come troppo tardi potrebbe rivelarsi un errore da cui è poi estremamente difficile rimediare. Attualmente la crescita dei mercati internazionali pone le basi e l’accento per tornare a investire anche in Italia.

Merito sicuramente dell’export che si conferma uno dei volani più solidi per quanto riguarda l’Italia e il mercato attuale. Non solo, visto che sono di fatto aumentati anche i consumi, e questo fa capire che è un momento positivo e di fiducia e che bisogna andare avanti e approfittarne. Secondo i dati in possesso della Banca d’Italia stiamo viaggiando attorno a una crescita che si aggira sul 2,7%. Andrà ancora meglio tra qualche mese, visto che il 2018, stando a queste previsioni darà risultati ancora più ottimali. Con una media del 2,2% tra il 2019 e il 2,9% del 2018, i dati darebbero ragione a chi torna a credere e a investire in Italia, non solo per quanto riguarda il mercato delle esportazioni. Bisogna però avere un quadro maggiormente ampio della situazione economica.
Questo tipo di crescita non è solo dettato dall’export, ma sta traendo beneficio anche dal ruolo delle iniziative aziendali. Finalmente gli incentivi che sono stati messi a disposizione stanno ottenendo buoni risultati, e lo dimostrano anche i dati che Bankitalia ha diffuso nell’ultimo trimestre. Incentivi fiscali e condizioni finanziarie stanno giocando un ruolo essenziale per questo tipi di ripresa economica. Dopo un biennio piuttosto piatto e con dati di crescita assai modesti, rispetto alle premesse, finalmente il motore economico nazionale, pare essersi messo in moto. Un ruolo essenziale è stato dettato dal governo, con l’innovativa proposta di Industria 4.0. Di cosa si tratta nello specifico?
Sono le cosiddette macchine intelligenti e componenti industriali si interconnettono tra loro con la Rete secondo i meccanismi di quello che viene chiamato Internet of things. Quello che rende attuale e dinamico questo tipo di processo riguarda in buona sostanza lo scambio di informazioni la cui corretta interpretazione permette maggiore flessibilità, velocità e produttività. Esattamente ciò che è mancato negli ultimi 15 anni e che bisogna recuperare con ogni sforzo, visto l’ormai evidente gap che sotto questo punto di vista ha rappresentato una perdita evidente per il nostro Paese. La possibilità di creare partnership con mercati lontani è oggi una realtà da costruire e da seguire passo dopo passo. Sono adesso le imprese che devono però investire e puntare su questo tipo di innovazione.
Innovazione e progresso del leasing come piano strutturale, questa è la ricetta per tornare a crescere e a investire nel Made in Italy. Come funziona? Si tratta di un contratto attraverso il quale la banca o l’intermediario finanziario vigilato dalla Banca d’Italia si obbliga ad acquistare un bene secondo le indicazioni dell’utilizzatore. Alla scadenza del contratto, quest’ultimo ha il diritto di acquistare la proprietà del bene a un prezzo prestabilito, altrimenti è tenuto a restituirlo. Non è un caso se finora il 2017 è stato caratterizzato proprio da questo tipo di formula del leasing strumentale, che ha incrementato del 10,50% in più rispetto ai dati del 2016. Ancora qui entra in gioco in modo determinato il piano di investimenti strutturali di Industria 4.0. Parliamo di cifre che si aggirano attorno ai 900 milioni di euro. Un bel balzo, quindi rispetto a quanto avevamo visto nel biennio 2014-2016. Bisogna ora ripartire da questi dati del 2017, che è ancora in corso.